Le parole che nonti ho detto, le fregnacce che non ti sei dato pena di risparmiarmi
Lo sai, mi rendo conto stancamente e con un insolito, per me, sorriso amaro, di tralice, che alla fin fine rompo molto meno il cazzo di quanto mi si voglia far pensare io faccia…. Che alla fin fine io sto tollerando un atteggiamento che tu per primo non avresti tollerato, anzi, conoscendoti avresti pure tramato vendetta……. Che tirate le somme a me tutta questa caterva di giustificazioni oramai sembrano conclamati alibi… “E’ il periodo, ho problemi, è il lavoro, è casa, sono i soldi, è solo un’amica, è la stanchezza, sono i pensieri, sei che te sei così…….” … insomma comincia un po’, un bel po’, ad aver preso le sembianze di una tiritera imparata a memoria da canticchiare quando ti si pongono semplici domande….. C’è che non riesco nemmeno più a ricordare il modo in cui mi sorrideva l’essere umano così simile a me, che ne letto mi stringeva la faccia e mi diceva “Passerò la vita a renderti felice perché non ho mai avuto una compagna come te e tu non dovrai sentirti più sola”….. C’è che in fondo io, che preparo la stessa pasta che ti dava un bel senso di casa, che accudisco come ti piaceva tanto, tua moglie, che ti coccolo, tanto amore e comprensione, tutta sta gran cacacazzi non mi sento, anzi….. Sola, invece, adesso sì.
A chi devo dire grazie?!